In viaggio tra i beni culturali di Milazzo

Iniziamo da oggi una lunga panoramica dei beni culturali cittadini, evidenziandone lo stato di fruizione, i punti di forza, indicando i suggerimenti necessari a migliorarne la fruizione medesima

L'inestetico tavolo elettorale che fa "bella" mostra sull'altare maggiore dell'antico Duomo di Milazzo

Iniziamo da oggi una lunga panoramica dei beni culturali di Milazzo, evidenziandone lo stato di fruizione, i punti di forza, indicando i suggerimenti necessari a migliorarne la fruizione o sensibilizzando le autorità competenti a tutelarli e valorizzarli, visto che molti di essi versano in stato di abbandono e degrado. La Penisola del Tesoro è il titolo di questa nuova rubrica, che volutamente lanciamo agli esordi della stagione turistica 2021, nella speranza di contribuire a migliorare l’offerta culturale e turistica  di Milazzo, che Storia e Natura hanno dotato di un ragguardevole patrimonio culturale e naturalistico, da cui per l’appunto la denominazione di “Penisola del Tesoro”.

 

Iniziamo dal bene culturale architettonicamente più interessante della città, l’antico Duomo eretto a partire dal 1607, che proprio in questi giorni si presenta più pulito e decoroso del solito. Al turista vengono risparmiate le consuete, vistose e tutt’altro che eleganti cadute degli intonaci sia nella scala che conduce dal sottostante Oratorio del SS. Sacramento all’aula della chiesa, sia nella chiesa stessa, soprattutto lungo la struttura lignea semicircolare della tribuna. Spesso le sedie dislocate all’interno del Duomo mostravano evidenti i segni di questo stillicidio murario. Adesso nulla di tutto ciò, merito della periodica ed efficace azione dei percettori del reddito di cittadinanza, utilmente impiegati da alcuni mesi dall’Amministrazione comunale. All’interno del Duomo funziona poi a meraviglia il touch screen che fornisce ai turisti in italiano ed inglese informazioni sulla storia e l’architettura dell’intera cittadella fortificata: un plauso al personale impegnato in biglietteria (di recente potenziato con una nuova efficiente unità lavorativa) che ha risolto un piccolo problema di natura tecnica. Ed un plauso anche alla cortesia dello stesso, che peraltro non fa mancare  al turista le nuove audioguide, le quali si affiancano alla guida per smartphone in 5 lingue fruibile  a mezzo QR code scaricabile nella poderosa galleria della cinta spagnola.

 

Unici nei che stridono con le geometriche linee architettoniche di una delle più belle chiese dell’Isola: il tutt’altro che elegante tavolaccio da seggio elettorale che domina l’altare maggiore del Duomo (non sarebbe meglio occultarlo con un panno?) ed il piccolo vano attiguo all’aula della chiesa che ospita un antico orinatoio, il cui pavimento in cotto è ricoperto in gran parte da intonaco che sarebbe opportuno rimuovere. Sembra un  particolare irrilevante, eppure quell’antica latrina attira la curiosità di grandi e piccini. Così come la meravigliosa scala a chiocciola in pietra da taglio di Siracusa, per anni preclusa inopportunamente alla vista dei turisti e da mesi, invece, riconsegnata alla pubblica fruizione, anche se – come mostra inequivocabilmente un’efficace e perentoria cartellonistica – la si può solo “assaggiare” fotografandola dal basso, visto che è severamente proibito salire e scendere lungo i suoi suggestivi gradini in pietra.

 

Un plauso va anche ai volontari del Mu.Ma. che, a pochi passi dall’antica Matrice, hanno impreziosito le aiuole dell’antica latrina del bagno penale con diverse varietà di flora spontanea milazzese, tutte accompagnate da un’accattivante cartellonistica bilingue in dibond. Ai volontari anche il merito di aver bonificato un’ulteriore area a ridosso del minuscolo fabbricato antistante la poderosa Fonderia, che purtroppo continua ad essere inspiegabilmente negata ai turisti. Ma di questo parleremo nella prossima tappa de “La Penisola del Tesoro”.


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