L’Italia vieta l’ingresso ai cittadini di 13 paesi extraeuropei considerati “a rischio”

L'Italia si blinda, ma Speranza dimentica il Pakistan. Nel frattempo Conte vuole prolungare lo stato d'emergenza, ma il Parlamento vuole vederci chiaro.

Italia

Massima prudenza! Ma il governo dimentica il Pakistan…

Speranza vieta l’ingresso in Italia da 13 paesi con picco di contagi, ma nella lista dimentica il Pakistan. Il divieto d’ingresso in Italia è riservato a coloro i quali hanno soggiornato o sono transitati all’interno di questi paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi” dice Speranza. Ma il ministro della Sanità – come testé detto – ha dimenticato di inserire uno degli stati più colpiti dalla pandemia da Covid-19. Difatti il Pakistan conta – ad oggi – quasi 250.000 contagi. Intanto nella giornata di ieri, tramite un aereo della Qatar Airways, alcuni pakistani positivi al Covid sono arrivati a Fiumicino.

Ciò sembra inverosimile, ma è accaduto realmente. Da un lato vi è il ministro Lamorgese, la quale non riesce a gestire il flusso continuo di migranti provocando delle rivolte a Lampedusa. Dall’altro vi è il ministro Speranza, il quale dimentica grossolanamente di chiudere le frontiere italiane alle persone provenienti dal Pakistan.

Stato d’emergenza in Italia prorogato fino al 31/12?

Il Comitato tecnico scientifico continua a temere una nuova ondata di Covid-19 in Italia. Dunque il governo, per assecondare questo terrore che appare ingiustificato, ha deciso di cogliere la palla al balzo per estendere fino al 31/12/2020 lo stato d’emergenza nazionale. Tempo fa il presidente Mattarella si era opposto ad un eventuale prolungamento fino al 31/1/2020, ma questa volta non ha proferito alcuna parola.

Siamo dunque di fronte ad un vero e proprio colpo di stato terapeutico, il quale andrà avanti a suon di DPCM e libertà violate? È fosco il futuro che ci attende. In nome dell’emergenza tutto appare giustificabile, anche l’eliminazione di parecchi diritti conquistati nel tempo.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo